Lucani altrove. Un popolo con la valigia


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un salto nel buio

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...e dista solo qualche chilometro Schengen, la località posta al crocevia tra Belgio, Francia e Germania, e dove un monumento in bronzo ricorda lo storico accordo per la libera circolazione dei cittadini nell'Unione Europea.

Ma a Genk, come in tutto Limburgo, non hanno avuto bisogno di aspettare la fine del ventesimo secolo per sentirsi cittadini d'Europa. Anzi si può dire che la città, un piccolo borgo agricolo fino alla seconda guerra mondiale, è nata multietnica. Oggi conta, su una popolazione complessiva di sessantamila abitanti, quasi diecimila italiani. E poi sono arrivati greci, spagnoli, portoghesi, marocchini, turchi. Tutti in miniera, fino a quando i più fortunati non sono riusciti a trovare lavoro nella grande fabbrica automobilistica installata dalla Ford o nelle decine di aziende dell'indotto.

Il primo impatto con la Basilicata di Genk e del Limburgo è un piccolo negozio di generi alimentari, due vetrine sulla strada principale e una insegna poco appariscente ma indiscutibilmente italiana: “La ditta”. Entri e trovi una delle nostre salumerie degli anni '60, prima dell'avvento dei supermercati. Allineati in bell'ordine sugli scaffali solo prodotti lucani: pasta secca, salumi, affettati, formaggi, farina, biscotti dolci e salati, acque minerali, vino aglianico. E, incredibilmente, anche le mozzarelle e il pane fresco, la inconfondibile “panella” paesana.

Giampiero Russillo, un giovane sulla trentina originario di Picerno ma nato da queste parti, è orgoglioso di questa attività che gestisce con la mamma, qui dal 1956, anche se non nasconde le difficoltà che incontra nel rifornirsi con la necessaria continuità dei prodotti della regione. “Molte volte - spiega - sono costretto a mettermi in macchina, venir giù in Basilicata, fare il carico di prodotti freschi e tornare in Belgio”. Solo in questo modo è possibile soddisfare la crescente richiesta di prodotti lucani che, assicura la signora Russillo, sono sempre più apprezzati da una clientela internazionale. I clienti migliori, anzi, non sono gli italiani. Sono proprio i belgi e gli olandesi che, dice la signora, “sono clienti esperti, molto esigenti, ma onesti e corretti, che pretendono la qualità senza tirare sul prezzo”, senza cercare a tutti i costi di “sparagnare”, e chiedono con sempre maggiore convinzione “la roba di Potenza”...

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