Lucani altrove. Un popolo con la valigia


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lettera di dino satriano

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Caro Renato,
ho appena finito di leggere, quasi d'un fiato, il tuo libro: un reportage riuscitissimo, molto bello, coinvolgente. Ho ripassato e appreso molte cose sulla Lucania e sui lucani, mi sono affacciato in tanti paesini delle nostre montagne e ho viaggiato da un capo all'altro del mondo, ho incontrato personaggi diversissimi e però sempre familiari, mi sono divertito, ho ridacchiato, mi sono intenerito, ho partecipato. Alla fine, mi sono sentito ancora più orgoglioso di essere lucano, "paesano" di tutti quei lucani finiti altrove, protagonisti di storie sempre molto suggestive.

Ti sto riportando, di getto, le miei impressioni. Libro davvero straordinario nella sua (apparente) semplicità di reportage senza fronzoli, in realtà costruito con una maestria che - da vecchio cuciniere - ho apprezzato moltissimo, dalla prima all'ultima pagina.

Godibilissime già le due introduzioni, al posto dei soliti pistolotti pleonastici e inutili: perfette introduzioni al racconto. (Che meraviglia quel "q.b." di Cinzia Leone!). Di qualità (cosa rara, in casi del genere) il conclusivo album fotografico con quei pezzullini esplicativi molto azzeccati. Spassosissima la trovata - in apertura e chiusura - del tuo movimentato rapporto con Gianni Pittella (beh, amico mio e collega navigato, anche una opportuna spolverata di amabile compiacenza... Hai avuto ragione a mettercela. Senza "forse"...). E quanto al tuo racconto, da addetto ai lavori posso dire soltanto che mi hai "consolato" e affascinato con una scrittura felicissima, ricca e lieve nello stesso tempo, di quelle ormai rare. Sei riuscito anche a riproporre, con maestria, ai momenti giusti, brandelli di dialetto.

Per tutto questo, non credo di esagerare se definisco il tuo libro un punto fermo nella storia della Basilicata. Dovrebbe essere adottato nelle scuole. E intanto dovrebbe essere anche presentato in ogni paese, non solo in quelli degli intervistati. Si tratta di un lavoro preziosissimo per la memoria della nostra regione.

Grazie, Renato, da un lucano finito "altrove", sia pure dietro l'angolo.

Un forte abbraccio
Dino Satriano


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