Lucani altrove. Un popolo con la valigia


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la storia di luca mennuni

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IL MERLO E L'EMIGRANTE

Un giorno, mentre sbirciavo tra i documenti conservati nell’Archivio di Stato di Potenza, ho trovato una lettera scritta da un uomo che si è firmato Viso de Risi, di Roccanova, diretta al questore della Provincia di Napoli. Era il 28 ottobre 1887.

Poche righe che testimoniano come in quell'epoca gli emigranti lucani fossero in balia di intermediari corrotti che probabilmente intascarono una fortuna, visto l’enorme flusso migratorio. Tra il 1881 e il 1901, periodo in cui ricade questo documento, la popolazione della Basilicata diminuì da 539.258 a 491.558 unità, mentre quella nazionale aumentò da 29.791.000 a 33.791.000 unità (Istat).

La lettera che segue ha un linguaggio asciutto e schietto. Sembra che sia stata scritta oggi. E invece ha esattamente 120 anni.

Nel comune di Roccanova, provincia di Basilicata, vi è il publico funzionante segretario comunale il quale fa da agente d’emigrazione senza patente ed autorizzazione di sorta. Detto funzionario oltre la camorra per il rilascio del Passaporto tiene dirette corrispondenze con agenti di spedizioni per l’invio di passeggeri per l’estero.

Esso segretario oltre ai diritti che gli passano detti spedizionieri altri se ne litiga per conto proprio con aumento positivo su i prezzi di viaggio e su i diritti di cancelleria incartamenti ecc: ecc:….

È scandaloso che un publico funzionario eserciti simili commissioni colla tolleranza delle autorità locali e con danno rillevante dei poveri emigranti.

Per pescare il merlo il mezzo più sicuro è quello d’intercettare alla posta le lettere del segretario dirette ai spedizionieri cosa che ad un solerte e valente funzionario non riuscirà difficile tanto più che si serve di carta e buste intestate della detta comune.


Archivio di Stato di Potenza, Fondo Pubblica sicurezza (1861-1926), cat. 6, busta 41, s.f.


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