Lucani altrove. Un popolo con la valigia


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9colonne, 29/08/2007

recensioni

ESCE "LUCANI ALTROVE", STORIE DELL'EMIGRAZIONE LUCANA NEL MONDO

(9Colonne) Roma, 29 ago - "Restare o andare. Lasciarsi prendere dall'incanto un po' paludoso della vita di paese, o tentare l'avventura dell'emigrazione". È con queste parole che illustrano il dilemma doloroso di migliaia di giovani meridionali, che Lina Wertmuller apre la sua prefazione a "Lucani altrove. Un popolo con la valigia", libro sull'emigrazione lucana del mondo scritto da Renato Cantore ed appena uscito per i tipi di Edizioni Memori.

Cantore è un giornalista di Potenza, già fondatore e presidente dell'Associazione della Stampa di Basilicata, e membro del consiglio nazionale della Federazione della Stampa, nonché capo redattore del Tgr Rai Basilicata. Con questo suo libro, l'autore intende rendere omaggio alla piccola odissea di migliaia di lucani costretti a lasciare una delle regioni più svantaggiate d'Italia per andare a cercar fortuna in America, in Australia o nei Paesi europei, nel tentativo di cambiare condizione sociale ed economica.

La Basilicata, in effetti, conta appena 600 mila abitanti, ha un territorio piccolo e montuoso, con un'economia arretrata, che pure negli ultimi venti anni ha dato segnali di risveglio. Che si creasse una piccola grande fuga da questo lembo di terra era tutto sommato naturale, ed infatti oggi i "lucani altrove" sono circa 800 mila, molti di più di quelli che continuano a risiedere in Basilicata. Piccole comunità si trovano in Cile, nel Mozambico, in Venezuela in Argentina, in Brasile, in Canada, in Belgio in Colombia, in Germania, nello Stato dell'Illinois, in Colorado e nello Stato del New Jersey.

Il viaggio di Cantore è in qualche modo un omaggio a chi, senza dimenticare le proprie radici, è partito riuscendo a non sentirsi straniero nel Paese che lo ha accolto, a gente normale che ha vissuto con grande dignità l'esperienza dell'emigrazione, portando la propria Lucania in giro per il mondo. Un diario, quindi, che mostra tante piccole storie, più o meno di successo, e che ci porta alla scoperta dell'identità lucana diffusa in tutto il mondo.

Un libro, insomma, che in fondo non è altro se non un atto d'amore verso "una regione - continua la Wertmuller nella prefazione - rimasta fortunatamente indietro, dove cioè l'avanzare della cosiddetta 'civiltà', che altrove ha provocato grandi disastri, non ha ancora cancellato in maniera irreparabile quel mondo antico di straordinaria e segreta bellezza rappresentato dai nostri paesi". Una "segreta bellezza" che i tanti "lucani altrove" hanno avuto il coraggio e il merito di donare al resto del mondo.


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